Pillole di passeggiate 12: la sedia del Diavolo

Nel quartiere Nomentano, in piazza Callisto Elio, sorge un particolarissimo monumento di epoca romana conosciuto con il lugubre nome di “Sedia del Diavolo”. In realtà si tratta di un monumento funerario datato alla metà del II secolo d.C.” e che si sviluppa su due livelli. La camera inferiore semisotterranea era in origine accessibile attraverso una scala ricavata sotto il podio purtroppo oggi andata in gran parte perduta ma al suo interno ben visibile è la struttura composta su ogni parete da due arcosoli con, al disopra, cinque nicchie rettangolari e ad arco, sormontate da piccole finestre strombate. Il pavimento, anch’esso in gran parte espoliate, era in origine in mosaico bianco e le pareti, in opus vittatum mixtum sorreggevano una volta a vela in parte ancora visibile. Non meno interessante la camera superiore: sulla parete di fondo si apre un’ampia nicchia, inquadrata da una edicola sorretta da due colonnine laterizie, il timpano è curvo e la calotta di stucco a forma di conchiglia. Nelle pareti laterali le nicchie sono rettangolari, sormontate da un timpano con il davanzale sorretto da mensole. La copertura dell’ambiente consiste in una calotta impostata su pennacchi angolari. La facciata del sepolcro è interamente crollata mentre si conservano le pareti laterali e la parete di fondo.

 Il monumento appartiene al consueto tipo dei sepolcri laterizi, con paraste corinzie in cotto che inquadrano specchiature in laterizio e con finestrine rettangolari e trova vari riscontri come la Tomba dei Valeri sulla via Latina e la Tomba di Annia Regilla nel parco della Caffarella.

A tutt’oggi l’attribuzione del sepolcro ad un certo Aelius Callistion, liberto di Adriano, appare controversa. Con la caduta dell’impero romano, il monumento funerario fu abbandonato, saccheggiato ed in parte distrutto, assumendo la forma di una gigantesca sedia che di notte i viandanti utilizzavano come rifugio accendendo dei fuochi per riscaldarsi dalle intemperie e dal freddo. Da lontano il monumento illuminato dai fuochi assumeva un aspetto veramente sinistro e già dal XII secolo venne chiamato per questo suo aspetto appunto la “Sedia del Diavolo”.

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