Pillole di passeggiate: “La gatta di Iside”

Roma. Piazza Grazioli e Via della Gatta, uno dei percorsi alternativi che da Via del Plebiscito ti permette di raggiungere il Pantheon o la chiesa di Sant’Ignazio senza incontrare la folla dei turisti. Ci si passa distrattamente, senza chiedersi il perchè di quel nome. Qualcuno pensa che la via sia dedicata al romano a quattro zampe, senza un motivo ben preciso del luogo. Non ci si accorge che sopra il cornicione di Palazzo Grazioli c’è lei, la “gatta di Iside”.                                                                                Roma è leggenda e quindi ben tre sono legate al motivo che quella gatta stia sul cornicione. La prima narra  di un principio d’incendio in quella zona; i miagolii della gatta di strada svegliarono gli abitanti che riuscirono a domare le fiamme, salvando le loro case e le loro vite. La seconda, la più famosa, è quella dell’allarme dato dalla stessa gatta alla vista di una bambina sopra un cornicione; il suo intervento salvò l’infante. La terza, quella proprio da leggenda, è che la gatta rivolga lo sguardo nel luogo dove è nascosto un tesoro. Se qualcuno prendesse in parola questa ultima ipotesi, avrebbe un gran da fare!

La gatta non è stata sempre sopra quel cornicione e non sappiamo la sua collocazione originaria. Una cosa è certa: era una delle statue che decoravano il grande tempio dedicato a Iside. L’Iseo Campense, sorto alla fine dell’età repubblicana, fu distrutto da un incendio e ricostruito da Domiziano in forme più grandiose e dedicando alla Dea un arco di ringraziamento per aver fermato la devastazione. Il culto terminò dopo l’editto di Costantino e il tempio divenne oggetto di spoliazioni. Non tutto però andò perduto. A Roma si trovano ancora “marmi” che parlano di Iside Regina: un piede, un busto ed una gatta.

                           

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